Endometriosi e Psicologia

ENDOMETRIOSI E STANCHEZZA

Endo e stanchezza

Soffrire di una malattia cronica o comunque di una malattia che porta ad avere sintomi e dolori in maniera costante porta spesso a vivere stati di stanchezza a livello sia fisico che mentale.
Purtroppo la stanchezza viene frequentemente scambiata come pigrizia, come mancanza di motivazione o come svogliatezza. Non è così!

Dolore fisico e stanchezza
I dolori percepiti a causa dell’endometriosi sono spesso invalidanti. Questo significa che superano la soglia di “dolori sopportabili” e entrano nella fascia di dolori che intaccano la vita quotidiana della donna.
Sono dolori che impediscono le normali attività quotidiane, dalle più semplici alle più importanti.
Questo implica un tempo ed un uso delle energie fisiche che si vanno necessariamente ad indirizzare al controllo e alla gestione dei sintomi dolorosi.
In questo modo però vengono a mancare le forze per potersi occupare di tutto il resto. E tutto il resto è la vita!
A questo si aggiunge che quando si ha un dolore corporeo, svolgere semplici azioni o movimenti diventa complicato il triplo rispetto a quando si sta bene. Quindi anche quando si cerca di sforzarsi nel tentativo di compiere semplici attività, si consumano un gran numero di energie.

Sofferenza mentale e stanchezza
Tutto quanto descritto, accade nella stessa maniera anche per la sofferenza mentale.
Una malattia cronica come l’endometriosi porta la mente ad essere frequentemente occupata da pensieri relativi allo stato di salute. Lasciando meno spazio a tutto il resto.
Emotivamente stati d’animo di ansia, paura e preoccupazione sono all’ordine del giorno. Si passa un gran numero di ore nel tentativo di riuscire mentalmente a “sistemare le cose” e a placare le tensioni interiori.
Usare le energie mentali per occuparsi del proprio equilibrio fisico consuma anche in questo caso tante forze e stanca l’organismo.

Stanchezza cronica
Ma come si manifesta questo stato di stanchezza?
Le manifestazioni principali sono le seguenti:

  • Bisogno maggiore di riposo
  • Affaticamento anche per piccole azioni
  • Difficoltà a mantenere la concentrazione e l’attenzione
  • Mancanza di energie
  • Sensazione di nervosismo e frustrazione
  • Percezione che il riposo non sia mai sufficiente o mai abbastanza riposante
  • Stato di annebbiamento mentale

Ovviamente ogni caso è a sé e anche la stanchezza cronica varia a seconda dei casi, delle persone e dei sintomi.

Cosa fare?
Sicuramente il primo passo è prendere coscienza e consapevolezza delle cose che riesci a fare e di quanta energia ti consuma ogni cosa. Stabilito questo puoi cercare di imparare a dosare le tue forze, come se stessi dosando gli ingredienti di una ricetta in cucina. Capire quante forze mettere e dove metterle.
Altro passo a livello psicologico è quello di “accogliere” questa nuova te stessa. È vero non riesci a fare le stesse cose di prima, con lo stesso entusiasmo o la stessa velocità. Ma questa adesso sei tu e vale la pena riuscire ad amare anche questa versione di te.
Ultima cosa che potrà esserti utile è imparare a gestire le relazioni esterne. Non preoccuparti di dare troppe giustificazioni, basta una spiegazione iniziale e poi chi vuole capire, capirà. Non vergognarti e non farti schiacciare dal giudizio esterno.

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